Volume VII/n.1/ Dicembre 2019

Editoriale

Editoriale

I - III

RELAZIONI AL 5TH WORLD CULTURAL PSYCHIATRY CONGRESS “ACHIEVING GLOBAL MENTAL HEALTH EQUITY: MAKING CULTURAL PSYCHIATRY COUNT”, NEW YORK, 10-13 OTTOBRE 2018

Decline and fall of the imaginary dimension: are we moving towards a virtual and fictitious empire?

G. Bartocci 1 - 7

Background: The role of the religious factor in psychic economy has called much attention in every WACP congress. Since WACP congress in London, pre-congresses have been entirely dedicated to this topic, which has now caught the attention of New York Congress’ presidency as well. In the 21st century cultural proselytizing has replaced cultural borrowing. This phenomenon is particularly evident in the proliferating of religious sects and dogmatic beliefs rooted in institutionalized theism. Since their foundation as scientific disciplines, Transcultural Psychiatry and Cultural Psychiatry are in charge to deeply investigate this field of knowledge. Aims: To mark off a subject suitable to scientific research and to timely clinical interventions by investigating the interplay between: A) extreme cultural beliefs, B) the psychological environment generated by them, B) how economical and geopolitical factors influence the shaping of different kinds of interhuman relationships, D) representation of A, B and C in clinical manifestations. Method: The presentation develops the theoretical foundations on which WACP and CPRR were born, aimed to shift transcultural psychiatrists’ attention not only towards “foreign people”, but first and foremost towards our own culture, namely the holder of the predominant psychiatric parameters. Results: Comparative observations resulting from field researches on Australian Desert Aborigines’ beliefs and Christian Church’s statements on specific miracles are reported. Discussion: The purposes of the presentation are: to reassess the several notions of supernatural illustrated by considering religion and magic as analogous human survival techniques, and to partly illustrate how the process of implicitly making religion’s and culture’s origins overlap brings inevitably to the flattening of the entire field of ethnology on the one of religious ethnology.

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Religione e salute mentale

S. Dein 8 - 12

Introduzione: Questa presentazione esamina il ruolo dei fattori culturali negli studi sul rapporto tra religione e salute mentale. Inizialmente la discussione verterà sui limiti degli attuali studi con particolare riferimento al bias cristiano. In maniera critica verrà valutata la validità cross-culturale dei termini religione e spiritualità. Presenterò una panoramica di alcuni studi sul giudaesimo, sull’Islam e sull’induismo. Infine discuterò dell’utilizzo di ricerche etnografiche sul campo per gli studi sul rapporto tra religione e salute mentale. Obiettivo: esaminare in che modo la cultura impatta sul rapporto tra Religione e Salute Mentale. Metodi: revisione critica della letteratura. Risultati: la corrente letteratura è “cieca” nei confronti dei fattori culturali. Ad oggi i risultati principali vengono ricavati da studi sulla cristianità, e non possiamo essere certi che tali risultati possano essere applicati ad altre fedi religiose (induismo, islam, giudaesimo). Una poco nutrita letteratura è presente per gli studi su Islam e giudaesimo e sembrerebbe confermare i risultati degli studi sulla religione cristiana (ovvero di una relazione positiva tra religione e salute mentale). Discussione: verrà esaminata l’importanza dei fattori culturali nelle ricerche future sul 1 Psichiatra e Psicoterapeuta. Mental Health Science, University College London. Religione e salute mentale S. Dein 9 rapporto tra religione e salute mentale e sull’importanza di utilizzare il metodo della osservazione partecipata.

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Religion and mental health

S. Dein 13 - 17

Background: This presentation examines the role of cultural factors in studies of religion and mental health. I begin by discussing the limitations of existing studies particularly their Christian bias. I critically evaluate the cross cultural validity of terms such as religion and spirituality. I present an overview of studies in Judaism, Islam and Hinduism. Finally I discuss the use of ethnographic fieldwork in research on religion and mental health. Aims: To examine how culture impacts the relationship between religion and mental health. Methods: Critical literature review. Results: The extant literature has been “blind” to cultural factors. To date the main focus has been on Christianity and we cannot assume findings on Christian samples can be applied to other faith groups such as Judaism, Islam and Hinduism. A small literature on Judaism and Islam reflect the findings in Christian samples i.e. generally positive relationships. Furthermore ideas of religion, spirituality and ritual vary across cultural groups. Discussion: I examine the importance of cultural factors on future research on religion and mental health and the importance of conducting participant observation.

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Where the horses enter the church

A. Bartoli, S. Folchi

Dove i cavalli entrano in chiesa. Alcune note sul documentario

A. Bartoli, S. Folchi 18 - 26

È comune ritenere che nelle società occidentali le manifestazioni di massa che ripropongono eventi, accadimenti ciclici, feste di un tempo precedente la cultura contemporanea, rientrino nella categoria del folklore, intesa come l’espressione formale e superficiale di un contenuto non più vivo, e poco o nulla incidente nella vita degli attori. Una sorta di involucro che ripropone credenze e mitologie non più esistenti. Il palio di Siena è una festa che si tiene ininterrottamente dal Medioevo, e nella sua forma definitiva dal Seicento, a Siena, una città dell’Italia centrale. Vi si evidenzia la contaminazione fra credenze religiose, riferimenti identitari, valenze aggregative della comunità, coesistenza di sacro e profano, passioni che attraversano il gruppo sociale nella dinamica tra coesione e rivalità e che contribuiscono a strutturare la vita del singolo. La festa, che trova il suo culmine in una corsa di cavalli, si inserisce all’interno di un tessuto sociale solidamente formalizzato. Nel palio si intersecano numerosi piani culturali, alcuni apparentemente folklorico-residuali, altri specifici di rituali religiosi della cultura occidentale. Gli attori passano facilmente da un registro all’altro, dalla devozione religiosa alla festa profana, poiché il tessuto storico locale è flessibilmente intriso di entrambi gli aspetti. È in azione un motore di senso che permette di rinnovare continuamente l’esperienza emotiva dei soggetti in un ambiente identitario comune, in una coesistenza fra antico e contemporaneo, fra immagini sacre e passioni profane.

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Where horses enter the church. Some notes on the documentary

A. Bartoli, S. Folchi 27 - 34

It is common to believe that in Western societies mass processions recalling events, cyclical occurrences, feasts that used to exist before contemporary culture, should be categorised as 'folklore', meaning as a formal and superficial expression of some content that is no longer alive, having little or no impact on the life of the actors. A sort of shell that re-proposes beliefs and mythologies that no longer exist. The Palio is a festival that is held continuously from the Middle Ages, and in its final form from the 1600s, in the city of Siena, Italy. This event encopasses contamination between religious beliefs, indigenous references, community aggregation values, the coexistence of the sacred and the profane, passions that cross the social group in the form of cohesion and rivalry and contribute to structuring the life of the individual. The festival, which culminates in a horse race, is part of a solidly formalised social fabric. At the Palio numerous cultural levels intersect, some apparently folkloric / residual, others specific to religious rituals of Western culture. The actors easily switch from a register to another, from religious devotion to secular celebration, since the local historical fabric is flexibly imbued with both. An 'engine of meaning' is at work, allowing the continuous renewal of the emotional experience of the subjects in a common identity environment, in a coexistence between ancient and contemporary, between sacred images and profane passions.

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SpiritualitĂ : quale linguaggio per una prospettiva psichiatrica?

A. Daverio, G.G. Rovera 35 - 44

Tra gli obiettivi della psichiatria culturale vi è quello di conciliare i metodi prettamente scientifici (medici, psicologici, sociologici) con approcci umanistici ed esistenziali al fine di fornire una rete interpretativa in grado di favorire la comprensione della natura umana. Il discorso sulla spiritualità va affrontato sia in termini scientifici, sia in termini umanistici ed esistenziali. Entrambe le prospettive sono necessarie per poter cogliere il fenomeno nella sua interezza e tuttavia richiedono linguaggi differenti, spesso non semplici da conciliare. L’obiettivo della presentazione è duplice: fornire un inquadramento sull’attuale dibattito circa la definizione di spiritualità e in secondo luogo effettuare una analisi critica dei diversi linguaggi e stili narrativi con cui questo tema viene affrontato. Non solo è importante conoscere le differenti prospettive attraverso cui questo tema viene affrontato, ma diviene fondamentale saper scegliere quei linguaggi che meglio rappresentano la identità della psichiatria culturale.

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On spirituality: which language for a psychiatric perspective?

A. Daverio, G.G. Rovera 45 - 52

One of the objectives of cultural psychiatry is to reconcile purely scientific methods (medical, psychological and sociological) with humanistic and existential approaches in order to provide an interpretative network for promoting the understanding of human nature. The discourse on spirituality must be addressed in scientific terms as well as in humanistic and existential terms. Both perspectives are necessary for grasping the phenomenon in its entirety, but they require different languages, which are often not easy to reconcile. This presentation has two objectives. The first is to provide a framework for the current debate on the definition of spirituality and the second is to provide a critical analysis of the different languages and narrative styles with which this topic is addressed. Not only is it important to know the different perspectives used when addressing this topic, it is also essential to know how to choose the languages that best represent the identity of cultural psychiatry.

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Martirio, terrorismo suicida, religione e clima psicologico. Una prospettiva di psichiatria culturale

D. Zupin, E. Rapisarda 53 - 66

La frequenza degli attacchi del terrorismo suicida di matrice jihadista ha visto un rapido incremento negli ultimi decenni, divenendo un argomento di dibattito sia nella letteratura scientifica che nell’opinione pubblica. Contemporaneamente abbiamo assistito al riemergere del terrorismo di estrema destra a sfondo religioso. In questo contesto sono stati individuati dei fattori favorenti che appartengono all’ambito politico, religioso, sociale. Gli psichiatri hanno reagito in maniere molto diverse tra loro, spaziando dal rifiuto di occuparsi di questo tema al tentativo di individuare le radici biologiche “del Male”, e vi sono state analisi approfondite del fenomeno terrorista. Questo articolo sottolinea come sia possibile individuare, nella fede Cristiana e in quella Islamica, delle radici storiche comuni dell’idea del martirio, dell’omicidio e del suicidio motivato da ragioni religiose. Queste due tradizioni culturali si sono in seguito differenziate, e le rispettive evoluzioni possono essere ricondotte alle forme specifiche assunte oggi dal terrorismo jihadista e da quello di estrema destra. Alcune credenze condivise e specifiche tecniche culturali, come le tecniche di trascendenza e di preparazione al martirio, possono contribuire a creare il clima psicologico che prelude al gesto terrorista.

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Martyrdom, suicide terrorism, religion and psychological climate. A cultural psychiatry perspective

D. Zupin, E. Rapisarda 67 - 69

Background: Suicide terrorism has increased exponentially in the last decades, becoming a topic debated in public opinion as well as in scientific discussion. Simultaneously extreme right-wing terrorism with a Christian connotation is re-emerging. Political, religious, social, cultural and psychiatric factors have been identified. Psychiatrists’ reactions have deeply diverged, ranging from refusing to handle this matter to accurately investigating the phenomenon and attempting to identify the biological causes of the “wickedness”. Aims: To retrace the history of suicide terrorism in psychiatric and anthropological studies and make a cultural psychiatry contribution to this field of investigation. Methods: Literature on suicide and far-right terrorism is analyzed and discussed by adopting a perspective of cultural dynamic psychiatry. Results: It is possible to trace a common historical root in the Christian and Islamic traditions regarding martyrdom, suicides and murders for religious reasons. These two traditions have progressively diverged, and the similarities and differences may be connected to the different forms adopted by suicide jihadist and far-right Christian terrorism. Specific beliefs and culturally ratified operations, such as transcendence and martyrdom training techniques, contribute to creating the psychological climate which foreshadows the terrorist’s performance. Discussion: Western and Islamic traditions lie within a common matrix with variations regarding the construction of the forms of the supernatural and related cultural techniques. These in turn show a deep imbrication with the internal psychic dynamics, that allows detachment from humanity and the resolution to die. If suicide jihadist terrorism is connected to geopolitical and cultural Middle Eastern issues, the modality in which this violence is staged and managed in terms of media, draws its form from Western dynamics.

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Iscriz. n° 12/2013 al Registro dei Giornali & Periodici del Tribunale di Terni, ISSN 2283-8961