Volume XI/n.1/ Agosto 2023

Editoriale

Editoriale

I - II

Articoli originali

Due Casi Clinici “Same but different”

M.Coviello 1 - 6

Cultura, Psicosi ed Epidemiologia

D.Zupin, S.Roberti, U.Albert 7 - 21

Il dibattito sulla differenza di presentazione della schizofrenia tra paesi occidentali e non occidentali attraversa la storia della psichiatria, dalle prime osservazione di Kraepelin sino ai giorni nostri. Una pietra miliare di questo dibattito sono stati i WHO-collaborative studies (IPSS, DOSMeD e ISoS), svoltisi tra gli anni ’60 e i primi anni 2000. I WHO-collaborative studies hanno dimostrato che i pazienti schizofrenici dei paesi che al tempo venivano detti in via di sviluppo hanno una prognosi migliore rispetto a quelli dei paesi industrializzati. La miglior prognosi nei paesi non occidentalizzati è stata un dato sorprendente, soprattutto considerando che i pazienti di questi paesi erano molto più spesso drug-free: questi risultati sono stati indicati con il termine di outcome paradox, dove il paradosso è la miglior prognosi con minor trattamento. Negli anni successivi ai WHO-collaborative studies, e cioè dal 2000 in poi, sono emersi dati che mettono in dubbio l’omogeneità dell’outcome paradox. Alcuni studi hanno evidenziato come in Cina e Brasile prognosi peggiori rispetto ai paesi ad alto prodotto interno lordo. È stata dunque avanzata l’ipotesi che la prognosi della schizofrenia stia peggiorando nei paesi in via di sviluppo. Questo articolo ha due obiettivi: il primo è ripercorrere la storia degli studi transnazionali sulla prognosi della schizofrenia, il secondo è proporre un framework interpretativo che tenga conto sia dell’ outcome paradox attestata dai WHO-collaborative studies che dei dati più recenti.
Viene ripresa l’ipotesi che i rapidi cambiamenti sociali possano essere un fattore di cronicizzazione della schizofrenia e nei paesi del Global South e che l’industrializzazione rapida possa essere un proxy utile a operazionalizzare tale ipotesi in una metanalisi dedicata. Inoltre viene ribadita la necessità di un interpretazione dei dati epidemiologici in un’ottica di psichiatria dinamica culturale.

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Culture and General Psychopathology: From Acute Psychotic-like reaction to the Conceptualization of Schizophrenia

G.Bartocci 22 - 37

Cultura e Psicopatologia: Dalle Reazioni Pseudo-Psicotiche alla cronicizzazione della Dissociazione

G.Bartocci 38 - 47


Iscriz. n° 12/2013 al Registro dei Giornali & Periodici del Tribunale di Terni, ISSN 2283-8961